Environment / Segnalazione / opportunità

Biodiversità ed entomofagia: un’occasione di approfondimento (25-26 marzo 2017)

Creato il: 13/03/2017
Creato Da: serviziosostenibilita@polimi.it

Un mondo misterioso, popolato da un’infinità di creature che, nel mondo occidentale, si è per lo più abituati a guardare con sospetto e paura.

È il mondo degli artropodi che un piccolo museo vivente, allestito presso il Centro Socio Culturale Coop di Novate Milanese (Galleria di Via Repubblica 15), vuole contribuire a scoprire il 25 e 26 marzo 2017.

Gli insetti saranno disposti in teche e ragazzi e adulti potranno interagire con loro per imparare a riconoscere quelli innocui e quelli pericolosi, grazie a visite guidate.

L’iniziativa, oltre alla mostra prevede l’incontro, sabato 25 marzo, con Giulia Maffei e Giulia Tacchini, autrici del libro Un insetto nel piatto (Red! Editore).
Le due studiose, fondatrici dell’Associazione Culturale Entonote, illustreranno come, dall’antichità ad oggi, gli insetti abbiano sempre fatto parte della dieta dell’uomo. Durante l’incontro si cercherà in particolare di rispondere ad alcune domande, con l’auspicio di superare pregiudizi e timori nei confronti degli insetti commestibili: come e dove vengono allevati e consumati? Che sapore hanno? E nel futuro? Troveremo anche noi occidentali un insetto nel piatto?

Si stima infatti che, nel 2050, la popolazione mondiale possa arrivare a 9 miliardi di persone: il tema dell’entomofagia e della produzione alimentare sostenibile appare quindi di pressante attualità. L’indagine condotta dalle due studiose sotto il profilo storico-antropologico, svela le origini antichissime e diffuse del consumo di insetti da parte dell’uomo. Ma, soprattutto, si cercherà di capire quale potrebbe essere il vantaggio ambientale ed economico se le colture di insetti dovessero sostituire, almeno in parte, gli allevamenti di mammiferi di medie-grandi dimensioni. È ormai noto infatti che, per ottenere 1 kg di carne di manzo, sono necessari 10 kg di foraggio e si producono 9 kg di letame, con un consumo di oltre 15.000 litri d’acqua. Per ottenere 1 kg di carne di grillo si impiega meno di 1 kg di risorse alimentari e meno di 1 litro d’acqua, occupando una superficie di terreno molto più ridotta e producendo circa 1/10 di anidride carbonica e di scarti organici rispetto agli allevamenti di bovini.