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Presentato il Rapporto Pendolaria 2016

Creato il: 31/01/2017
Creato Da: serviziosostenibilita@polimi.it

 “Ogni giorno in Italia quasi 5,5 milioni di persone prendono il treno per spostarsi per ragioni di lavoro o di studio, un numero solo leggermente superiore al 2015 (+0,2%), quando i pendolari del treno erano 5,43 milioni (e 5,1 nel 2014). A crescere in maniera evidente sono, invece, le diseguaglianze tra le Regioni rispetto al numero di viaggiatori e alle condizioni del servizio offerto”. 

Questa è, in sintesi, la situazione del trasporto pendolare In Italia, illustrata nel Rapporto Pendolaria 2016 di Legambiente, presentato il 24 gennaio 2017 a Palermo.

Su 5,5 milioni di pendolari, 2milioni e 832mila usufruiscono del servizio ferroviario regionale (divisi tra 1,37 milioni che utilizzano i convogli di Trenitalia e gli altri 20 concessionari) e 2milioni e 655mila coloro che prendono le metropolitane presenti nelle città di Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania.
Nel 2016 il numero dei pendolari su ferro è aumentato di poco: +0,7% rispetto al 2015 per il trasporto ferroviario e +0,6% per quello metropolitano.

Il Rapporto evidenzia un aumento dei pendolari laddove sono stati realizzati investimenti nell’acquisto di nuovi treni, come ad esempio è avvenuto in Lombardia, 712mila ( +1,3%), in Emilia-Romagna (+3%) e in Alto Adige (dove sulle linee riqualificate con treni nuovi sono triplicati, da 11.000 nel 2011 a quasi 32.000).
I pendolari calano in quelle Regioni dove sono stati realizzati tagli ai servizi (in Calabria -26,4% treni in circolazione e -31% passeggeri, in Campania -15,1% treni e -40,3% passeggeri, in Piemonte –8,4% e -9,5%) e nelle città dove il servizio è insufficiente e decisamente migliorabile.

In questi anni si è inoltre assistito alla chiusura di oltre 1.120 chilometri di linee ferroviarie, cui vanno aggiunti 412 km di rete ordinaria che risulta “sospesa” per inagibilità dell’infrastruttura.
È un Italia che viaggia sempre di più a velocità differenti … con realtà dove la situazione è migliorata ed altre, più numerose, in cui ci sono meno treni e anche più lenti che in passato...Continuano intanto i successi dell’alta velocità, con un servizio sempre più in crescita e articolato (dal 2007 +394% sulla Roma-Milano) e un numero crescente di passeggeri (+6% nel 2016, dopo il +7 del 2014 e 2015). Ma risultati positivi li troviamo in altre realtà dove si è puntato sul ferro: dal Tram Firenze-Scandicci (30mila passeggeri giorno) a quelli nuovi di Palermo, alle linee dove si è investito in Alto Adige, alla linea Palermo-Catania, ad alcune linee pugliesi. E in ogni parte d’Italia, dove si investe nel ferro il successo è garantito come dimostrano 30 buone pratiche raccontate nel Rapporto”.

Un elemento positivo è in particolare il nuovo contratto Intercity, con risorse certe per dieci anni, con controlli e penali, che permetterà l’acquisto di treni e di recuperare una parte dei tagli effettuati dal 2010 ad oggi. Positivo è anche il finanziamento pluriennale per l’acquisto di autobus.
Il Rapporto sottolinea l’impegno di Trenitalia che sta dedicando un’attenzione crescente anche nei confronti del servizio ferroviario regionale, con investimenti nell’acquisto di materiale rotabile (500 i nuovi treni che entreranno in servizio), resi possibili dai contratti prorogati con le Regioni. Migliora la pulizia, la puntualità e i controlli rispetto ai biglietti (che ha portato a un aumento dei ricavi).


Dobbiamo puntare a raddoppiare i pendolari che prendono treni regionali e metropolitani ogni giorno” ha dichiarato Edoardo Zanchini, Vicepresidente di Legambiente. “Arrivare a 10 milioni di persone al 2030 è una sfida alla portata del nostro Paese e nell’interesse dei suoi cittadini, con vantaggi non solo in termini ambientali, ma di attrattività delle nostre città e dei territori, con ricadute positive sull’occupazione e sul turismo”. 

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