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Wasteland. The Garbage Patch State. In mostra a Milano

Creato il: 24/07/2018
Creato Da: serviziosostenibilita@polimi.it

Presso la sede principale del Centro Diagnostico Italiano-CDI a Milano, in Via Saint Bon, 20, fino al 31 ottobre 2018, si potrà visitare la mostra fotografica, ad ingresso gratuito, Wasteland. The Garbage Patch State.

Supportata dalla Fondazione Bracco, l’esposizione fotografica - inaugurata il 2 luglio scorso - costituisce il progetto artistico ideato dall’architetto e designer Maria Cristina Finucci, allo scopo di sensibilizzare il grande pubblico su una delle emergenze ambientali più gravi del nostro tempo: l’inquinamento della plastica in mare.

Wasteland che, come spiega la sua autrice, prende spunto dal poema di T.S. Eliot, è un’opera artistica che comprende un sistema di azioni reali che si svolgono nel tempo e in molti luoghi, concepita per disseminare sulla scena internazionale una serie di indizi che suggeriscano l’esistenza di uno Stato Nazione, il Garbage Patch State, ideato e fatto riconoscere dall’artista stessa. Il fine dell’opera è quello di poter comunicare in modo creativo ed efficace l’esistenza degli ammassi di plastica dispersi in mare chiamati Garbage Patch, indubbiamente tra i più importanti fenomeni di inquinamento ambientale.

All’opera artistica i media internazionali hanno dedicato ampia attenzione, così come uguale interesse è arrivato dalle generazioni di giovani studenti con cui l’artista si propone di continuare a lavorare in futuro.

Dopo la cerimonia di fondazione dello Stato Nazione, avvenuta nel 2013 a Parigi nella sede dell’UNESCO, l’artista Finucci ha proseguito nella sua opera di sensibilizzazione, realizzando enormi istallazioni di plastica in varie città del mondo. Tra i dieci interventi, oltre a quello inaugurale di Parigi, vanno ricordati quello a New York nel 2014 in cui l’opera è stata esposta nel Quartier Generale delle Nazioni Unite e la più recente installazione luminosa nel 2018 a Roma, con “HELP the Ocean” (fino al 29 luglio), posta sui resti della Basilica Giulia nel Foro Romano, con cui si rivolge a milioni di turisti e cittadini un grido d’allarme sullo stato del nostro pianeta.

L’esposizione fotografica milanese Wasteland. The Garbage Patch State ripercorre le tappe principali di questo percorso di sensibilizzazione.

 

Dalla dichiarazione di Maria Cristina Finucci presso la Maison UNESCO di Parigi, 11 aprile 2013: 
“È l’ora in cui tutto il mondo deve sapere che esiste una Nazione composta pezzo per pezzo da qualcosa che ognuno di noi ha abbandonato perché poco importante. Ognuno di noi ha partecipato alla formazione di questa realtà, fatta di bottiglie usate una sola volta e abbandonate, accendini gettati per la strada, ciabatte di gomma dimenticate sulla spiaggia, bicchieri e piatti di plastica gettati via. Ma dov’è via? Questo è l’away state, una Nazione composta da oggetti appartenuti a qualcuno di noi. La abbiamo costruita in 60 anni, in 60 anni siamo stati capaci di formare un agglomerato di 16 milioni di chilometri quadrati composto da cinque grandi isole, siamo riusciti a modificare la geografia della Terra, e oggi, non potendo più a lungo nascondere a noi stessi questa realtà la riconosciamo come Stato Federale”.

 

L’artista
Artista, architetto e designer. Laureata all’Università degli Studi di Firenze, ha vissuto e lavorato a Mosca, New York, Parigi, Bruxelles, Madrid e attualmente a Roma. Durante la sua carriera di architetto ha realizzato opere in diversi Paesi pubblicate su varie riviste e libri. Ha disegnato mobili esposti al Salone del Mobile di Milano. La sua ricerca artistica, iniziata da giovanissima è passata attraverso la pittura, la scultura, l’architettura, il design, la video arte, la post production di film per arrivare a sintetizzarsi in una forma di arte transmediale che nell’immediato si concretizza nella serie Wasteland. Nel 2014 Maria Cristina Finucci ha ricevuto la “Mela d’Oro” del XXVI Premio Bellisario ed il premio “Civiltà dell’Acqua” della Fondazione Benetton, nel 2016 il premio R.O.S.A. Alcune delle sue opere sono in collezioni permanenti tra le quali quella della Fondazione Bracco, della Camera dei Deputati, del Museo di Arte Contemporanea di Lucca.